Le otto parti dello yoga: yama nyama asana pranayama pratyhara dharana dhyana samadhih (II.29)

Le otto parti dello yoga: yama nyama asana pranayama pratyhara dharana dhyana samadhih (II.29)

Le otto parti dello yoga sono: yama nyama asana pranayama pratyhara dharana dhyana samadhih

I CINQUE YAMA e NYAMA – I principi di vita

Tradizionalmente tradotti con il termine “astinenze”, gli yamah riguardano la nostra relazione con gli individui e il contesto in cui viviamo e la sua giustezza.

Astenersi nel senso di essere in grado di non rispondere secondo attitudini consolidate.

Essi sono indicazioni per osservare e comprendere sé stessi attraverso le relazioni con gli altri.

Non sono solo un codice di comportamento, ad un livello più sottile, descrivono la struttura dell’Io ( Asmita).

Yama e Nyama parlano dei modi attraverso i quali l’Io si manifesta e si esprime e la cui reiterazione porta scontenta e inadeguatezza.

 

AHIMSA
La non violenza – non arrecare danno – non ferire – non nuocere.

SATYA
La verità – autenticità – non recitare – essere veri – essere ciò che si è.

ASTEYA
L’onestà – non appropriarsi di cose che non ci appartengono, non sottrarre.

BRAHMACARYA
La ricerca dell’essenziale – il ricercatore dell’assoluto – moderare e indirizzare le energie verso la comprensione dell’essenziale. (Acharya è un ricercatore e Brahman è l’assoluto. E’ colui che sa quando è importante non essere preda di eccessi per dedicarsi alla comprensione dell’Essenziale )

APARIGRAHA
La non possessività – assenza della smania di possedere l’inessenziale.

 

 

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SAUCA – SANTOSA – TAPAH – SVADHYAYA – ISVARA – PRANIDHANANI NIYAMAH (II.32)

Nyama: essere in accordo con se stessi, essere appagati, forza interiore, imparare a conoscersi, riconoscersi parte di un tutto.

SAUCA
Purezza – autenticita’ – essere in accordo con se stessi al di la’ delle maschere dell’io.

SANTOSA
Contentezza sublime  – appagamento

TAPAH
Fervore – intensità – austerità – ardore ( Tapas è la fermezza necessaria per poter sostenere la corrente delle abitudini, della memoria, dei riflessi condizionati, senza farsi trascinare via ) Vigilanza.

SVADHYAYA
Conoscenza diretta e intuitiva del sé – imparare a conoscersi ( conoscere la natura più autentica, che sta oltre le maschere culturali che scopriamo attraverso la meditazione)

ISVARA PRANIDAHANA
L’abbandono a ciò che tutto permea – all’intelligenza primaria

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